La
nostra Mission consiste nel produrre
coturnici che sotto l'aspetto fisiologico, morfologico
e comportamentale siano simili a quelle
selvatiche da utilizzare in operazioni di sostegno,
rafforzamento o ricostituzione delle popolazioni libere
Al
fine di ottimizzare la produzione di soggetti
idonei alla vita libera la Urogallo adotta i seguenti
metodi all’interno di una procedura studiata
e messa a punto nel corso degli anni. Metodi gestionali
Durante il mese di aprile vengono formate le coppie
(random) per la riproduzione.
Dalla metà di aprile si raccolgono quotidianamente
le uova contrassegnandole con la data ed il numero
di gabbia (si utilizzano colori diversi per razza).
Viene tenuta un’anagrafe delle uova dove si
annota la produzione di ogni singola coppia in modo
da conoscere deposizione, qualità delle uova,
fecondità, mortalità embrionale e natalità.
A cadenza settimanale si incubano le uova, differenziandole
per razza in appositi cassetti.
Viene redatto un registro delle incubazioni in modo
da conoscere date e ore di incubazione e schiusa,
numero delle uova, incubate, feconde, morte in incubazione
(21d) o in schiusa, pulcini nati e altri parametri
statistici.
Alla nascita ogni gruppo di coturnici viene allevato
separatamente in locali diversi.
Viene tenuto un registro di ogni partita prodotta
in modo da conoscere trattamenti, mortalità,
transizioni incidenti e altro.
Raggiunta l’omeotermicità (35 –40
giorni, solo allora secondo il titolo della legge
157/92 diventano fauna cacciabile!) i soggetti vengono
posti all’aperto in gabbie di metallo appositamente
studiate e costruite, viene registrato su un “planning” dell’allevamento
la loro destinazione finale.
Nelle gabbie vengono poste ramaglie di pino mugo
e altri cespugli al fine di aumentare la mobilità articolare
delle coturnici e consentire una certo rifugio.
Metodi di salvaguardia genetica
Analisi genetiche del mtDNA e a livello nucleare
con i microsatelliti sono eseguiti sui capi destinati
alla riproduzione e alla vendita.
L’allevamento dispone di ceppi di accertata
origine genetica e con buona variabilità genetica.
In allevamento sono presenti la coturnice Alpina
e Appenninica che
vengono allevate separatamente. Per entrambe le razze il numero di riproduttori è superiore
a 100 soggetti, questo per salvaguardare la variabilità genetica
della popolazione detenuta.
Non si effettua selezione dei riproduttori e di caratteri
peculiari (peso, forma, colore). Quando possibile si integra, dopo opportuna analisi
genetica, il nucleo di riproduttori con soggetti
di cattura.
Metodi di igiene e profilassi
I pulcini dalla schiusa, vengono transitati in pulcinaia
e allevati su sub strato di trucioli di legno depolverizzati
in ambienti riscaldati.
Gli ambienti sono plastificati e dopo ogni lavaggio
con idropulitrice a 100 C° vengono disinfettati
in modo da abbassare la carica batterica.
Ogni 7 – 10 giorni vengono spostati di ambiente
(lettiera nuova) fino a 30 – 35 giorni (termo
dipendenza - eterotermia).
Da allora vengono posti all’esterno, in strutture
rialzate dal suolo e mantenuti isolati dal sub strato
organico (le gabbie sono in materiale inorganico-
ferro).
Ad ogni uso vengono lavati e disinfettati mangiatoie
e abbeveratoi.
Nelle sale allevamento non si usano scope, ma aspirapolvere
al fine di evitare, con la polvere, veicolazioni
di virus tipo rota o corona.
Nel primo mese di vita (fino a che le coturnici sono
su sub strato organico) viene attuata profilasi contro
le principali parassitologie gastrointestinale che
sono endemiche in allevamento. La stessa è ripetuta
un’ultima volta quando gli animali sono transitati
nelle strutture di mantenimento (su griglia). Da
allora in poi si presume che siano esenti dalle principali
noxae patogene.
Su ogni soggetto deceduto viene attuata necroscopia
e nel caso richiesto ulteriori esami di laboratorio
presso lo Zooprofilattico di Vicenza.
L’allevamento è dotato di microscopio
e di personale in grado di usarlo.
Prima di ogni stagione di vendita vengono ripetuti
gli esame parassitologici.
Metodi di allevamento per il comportamento.
I pulcini nascono in schiuse schermate.
Viene attuato l’imprinting negativo per l’uomo
e per la volpe.
L’approvvigionamento dei cibi e delle bevande
avviene automaticamente.
Il personale frequenta gli animali il meno possibile
e non assume atteggiamenti affettivi. Vengono mantenuti in gruppi di massimo 30 – 40
soggetti in gabbie schermate.
Metodi alimentari
Nei
primi due mesi si utilizzano diete ricche in proteine
animali.
Dai 50 giorni di vita si utilizzano diete ad alto
tenore fibroso (> 12 %).
I soggetti hanno a disposizione il “grit” e
ramaglie di mugo e altri cespugli.
Da 20 giorni prima delle immissioni vengono alimentati
con erba di prato polifita e granaglie al fine di
preparare la flora batterica intestinale ad affrontare
il delicato passaggio da alimentazione secca ad alimentazione
verde.
Asiago 15 gennaio 2005
Mario Paganin
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